Enzo Ferrari Biografia

Danilo - 15-05-2009

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Enzo Anselmo Ferrari nacque a Modena il 18 febbraio 1898, ma a causa del maltempo  che aveva bloccate le strade, il  padre registrò con due giorni di ritardo e mutando così la data ufficiale di nascita nel 20 febbraio. La famiglia Ferrari sperava in una figlia femmina, visto che l’erede designato era il primogenito Alfredo Junior detto Dino. La madre Adalgisa Bisbini era originaria di Forlì, mentre il padre Alfredo era di Carpi in provincia di Modena.

Dopo la prima guerra mondiale Enzo Ferrari cercò un lavoro presso la FIAT, ma con esito negativo;in seguito  ebbe l’opportunità di lavorare presso una piccola impresa meccanica, la CMN. Nel 1919,comincio la sua carriera da pilota  ma  con scarso successo. Nel 1920 iniziò a correre con l’Alfa Romeo, che all’epoca era un club per gentlemen driver.

 

 Nel 1923, correndo a Ravenna,  la madre di Francesco Baracca, contessa Paolina Biancoli, gli consegnò il simbolo di un cavallino rampante che il leggendario Ferrari porterà sulla carlinga con il quale gli disse: «Ferrari, metta sulle sue macchine il cavallino rampante del mio figliolo. Le porterà fortuna»; solo nove anni più tardi e cioè , nel 1932 questo simbolo apparirà sulla carrozzeria delle sue vetture. il-cavallino-della-ferrariNel 1924 Enzo Ferrari vinse la coppa Acerbo a Pescara, ma  alla fine della stagione sportiva, il pilota a causa di un forte esaurimento nervoso dovette abbandonare le corse , che lo costrinsero  a ritornare a Modena per lunghe cure. Nel 1929, completamente guarito, venne richiamato a Milano per fondare una squadra corse collegata all’Alfa Romeo, destinata a diventare la celebre ,Scuderia Ferrari. Enzo Ferrari gestiva lo sviluppo delle vetture Alfa, e costruì un team di oltre 40 piloti, tra cui Alberto Ascari, Giuseppe Campari e Tazio Nuvolari. Ferrari stesso continuò a correre fino alla nascita del figlio Alfredo , nel 1932 detto Dino, che morì nel 1956 di distrofia muscolare. In seguito ebbe un altro figlio, Piero, nato nel 1944 da Lina Lardi .

 

La crisi economica nel 1933 portò l’Alfa Romeo a ritirarsi fino al 1937; poco dopo Ferrari si ritirò e creò l’Auto Avio Costruzioni (AAC) con sede a Modena. A causa della guerra, per paura dei bombardamenti, nel 1943 Enzo Ferrari trasferì l’ AAC nel suo nuovo stabilimento di Maranello. Dopo la guerra Ferrari creò la “La Scuderia Ferrari”, la sezione sportiva della Casa automobilistica Ferrari, che era esistente fin dal 1930 ma che fu costituita in ragione sociale dal 1947, e che è attualmente la più nota squadra del mondo automobilistico sportivo. La prima gara disputata fu il Gran Premio di Monaco nel 1947 (non esisteva ancora la Formula 1 che nacque nel 1950).

 

 Nel 1951  prima vittoria in F1 nel Gran Premio di Gran Bretagna con Froilan Gonzales, sbaragliando lo squadrone Alfa Romeo, tanto che alla fine della gara Ferrari disse: « Ho ammazzato mia madre. » in riferimento al fatto che egli doveva tutto alla casa del Portello. Il primo titolo mondiale di F1 giunse nel 1952 con Alberto Ascari. La “Scuderia Ferrari” è attiva nel campionato del mondo di Formula 1 fin dalla sua istituzione, e ne ha vinto 15 volte il titolo piloti e 16 volte quello costruttori. La conversione di Ferrari pilota e direttore di scuderia sportiva in industriale dell’automobile fu stimolata dall’amicizia-competizione con Adolfo Orsi, proprietario della Maserati, e soprattutto con Vittorio Stanguellini, il modenese che alla fine degli anni quaranta dominava i circuiti del mondo con le auto Fiat abilmente modificate. Testimonianze modenesi attestano che Ferrari si sarebbe avvalso dell’esperienza delle officine di Stanguellini usufruendo anche di tecnici dell’amico-avversario.

 

Ferrari fu insignito di molti titoli, ma quello di cui più si vantava era quello di “ingegnere meccanico”, datogli ad honorem nel 1960 dall’ Università di Bologna. Inoltre, nel 1988 gli fu conferita anche la laurea honoris causa in “Fisica” dall’ Università di Modena e Reggio Emilia. Nel giugno del 1988 Papa Giovanni Paolo II si recò in visita agli stabilimenti di Maranello per incontrarlo. Ferrari però era già troppo malato, i due così ebbero solo una conversazione telefonica, con grande dispiacere di Ferrari che desiderava quell’incontro da tempo. Enzo Ferrari si spense il 14 agosto 1988. La notizia della sua morte, seguendo le sue volontà, fu divulgata solo ad esequie avvenute. Il funerale si svolse in forma strettamente privata, senza corteo e alla presenza dei soli amici e parenti più intimi. Poco meno di un mese dopo, al Gran Premio d’Italia di Formula 1 a Monza, Gerhard Berger e Michele Alboreto con le due Ferrari si piazzarono al primo e secondo posto. La vittoria fu dedicata alla memoria del Grande Superbo Enzo Anselmo Ferrari , che ricordiamo con una delle sue frasi:” Mi ritengo peggiore degli altri, ma non so quanti siano migliori di me”.

 

 

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