Elevazione

di Isabella

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spleen ed ideale di Carlos Schwabe1

Spleen e ideale, malinconia e noia, disgusto viscerale per la vita e l’ideale di sfuggire da quest’ultimo attraverso l’arte e la poesia.

Il bene ed il male, la dannazione e la virtù eterna, un’antinomia avvolta in una lotta senza tempo.

I tentacoli del mostro marino trattengono con foga l’angelo, il poeta, colui che ama la vita ,che vive di emozioni e trepidazioni dell’anima.

Il mostro marino lo attanaglia tra i flutti delle onde che spumeggiano biancastre in un mare impazzito, lo avvolge in un abbraccio di passione e di morte.

Lo spirito dell’artista grida, vuole innalzarsi, elevarsi fiero, spiegare le ali al vento, respirare a pieni polmoni la brezza, distendere la fronte chiudendo gli occhi per sentire sul viso l’impeto del vento.

Il poeta vaga tra le vette innevate dei monti, plana sui laghi alpini, proietta la sua immagine sulle acque diafane, raggiunge le cime spioventi dei pini, poi sale nuovamente verso il cielo, aldilà delle nuvole e delle sfere celesti.

D’improvviso qualcosa lo risucchia giù, una forza invisibile lo schiaccia, lo spinge verso il centro della terra, tra i crateri di un vulcano, tra lingue di fuoco impazzite.

Viene avvolto dai tentacoli, un mostro eterno lo strozza, gli toglie il respiro, corrompe la forza della sua indole impavida e guerriera.

Questo è Il “mal de vivre”, la ricerca spasmodica di un equilibrio appagante, la lotta contro una noia funesta che crea e disfà, che emoziona ma tormenta al contempo.

Esso è l’incapacità di elevarsi al di sopra di tutto e la volontà suprema di farlo, che ruggisce dentro.

 

Isabella

 

www.isabellaiervolino.com

 

Elevazione

Al di sopra degli stagni, al di sopra delle valli,
delle montagne, dei boschi, delle nubi, dei mari,
oltre il sole e l'etere,
al di là dei confini delle sfere stellate, 
spirito mio tu ti muovi con destrezza e,
come un bravo nuotatore che si crogiola sulle onde,
spartisci gaiamente, con maschio,
indicibile piacere, le profonde immensità. 
Fuggi lontano da questi miasmi pestiferi,
va' a purificarti nell'aria superiore,
bevi come un liquido puro e divino
il fuoco chiaro che riempie gli spazi limpidi.
Felice chi, lasciatisi alle spalle gli affanni
e i dolori che pesano con il loro carico
sulla nebbiosa esistenza, può con ala vigorosa
slanciarsi verso i campi luminosi e sereni;
colui i cui pensieri, come allodole,

saettano liberamente verso il cielo del mattino;
colui che vola sulla vita e comprende agevolmente
il linguaggio dei fiori e delle cose mute.
Charle Baudelaire

 




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