Il grande masturbatore- Salvador Dalì

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Il linguaggio pittorico di Salvador Dalì appare influenzato da Freud, ricco di molteplici implicazioni di carattere sessuale e arricchito al contempo di immagini che rievocano la sua infanzia perduta.

La donna ritratta è colei che rappresentò per l’artista la propria musa ispiratrice, l’amore della sua vita, l’oggetto del suo desiderio. Il busto della donna è la testa stessa dell’artista rovesciata, con il naso rivolto al suolo ( anche questo chiaro riferimento sessuale), tutti e due uniti ed inscindibili in un desiderio vorace senza tempo. Le conchiglie e le cavallette, i sassi, un albero, sono tutti elementi che rievocano ricordi infantili mai estinti, insieme alla sua solitudine ( l’omino in basso a sinistra) e l’incontro agognato con la donna. L’uovo, si riferisce al periodo intrauterino, alla fase prenatale che simboleggia la speranza e l’amore, in cui l’artista cerca rifugio e rigenerazione. In pieno movimento surrealista, Dalì crea un’opera in cui il ruolo onirico dell’inconscio è al centro dell’attività creativa, spesso ideologicamente antiborghese e marxista. Contraria ad ogni logica formale, l’opera mostra mondi mentali vivi nella sua memoria e si arricchisce di simbologie intense, di accostamenti inconsueti tra elementi reali ed altri surreali. Breton, nel suo Manifesto del surrealismo, pubblicato nel 1924, diceva :“ ridurre l’immaginazione in schiavitù, quand’anche ne andasse di mezzo quella che volgarmente si chiama felicità, vuol dire sottrarsi a quel tanto di giustizi suprema, che è possibile scoprire nel profondo di noi stessi”.Perfettamente in linea, fu l’interpretazione che l’artista ebbe del surrealismo, da lui stesso definita “paranoico-critica”, in cui egli sistemava immagini visionarie derivanti dal suo personale delirio. Solo attraverso il suo slancio immaginativo, libero da qualsiasi schema o regola imposta, Dalì esprimeva la propria indole libera e ribelle. Inoltre il 1 Dicembre 1924, appariva il primo numero di “ La Révolution surrealiste” la cui prefazione iniziava così: “ Non essendo più possibile il processo della conoscenza, non essendo più tenuta in considerazione l’intelligenza, soltanto il sogno lascia all’uomo tutti i diritti alla libertà. Grazie al sogno, la morte non ha più un senso oscuro e il significato della vita diventa diverso”.Così Dali, sciocca il suo pubblico con la sua stravaganza ed irriverenza, con i suoi temi forti e contro corrente, con i suoi sogni contorti ed i suoi deliri visionari.

Un pazzo è colui che la società definisce tale perché fuori da “schemi” comuni, da canoni preconfezionati e comunemente condivisi, ma un pazzo è anche colui che inneggia alla propria libertà a dispetto di critiche e pregiudizi : ”La sola differenza tra me e un uomo pazzo è che io giro indisturbato e guadagno miliardi”. Salvator Dalì

ISABELLA IERVOLINO

www.isabellaiervolino.com




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