Visitors belli da morire

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Sono passati gli anni 80, gli anni della Guerra Fredda. Erano anni in cui il timore veniva dal nemico numero uno: la Russia. Le paure erano diverse da quelle di oggi. Il nemico che ci avrebbe invaso dallo spazio doveva essere mostruoso nell’aspetto, doveva fare paura, nascondersi come una spia sovietica fra noi.

Il timore era la chiave di tutto e veniva espresso nelle serie televisive, nei film e nella letteratura fantascientifica proiettando le nostre paure su corpi orribili di mostri provenienti dallo spazio. Ne è in parte prova il fatto che fossero anche gli anni della massima diffusione dello SPLATTER come genere di Horror che doveva mostrare il male nella sua forma più orribile e visibile.

I tempi sono cambiati, le paure in parte sono le stesse, ma hanno subito una evoluzione proprio come la nostra cultura. Oggi l’invasione aliena non ha bisogno di essere sottolieneata da un nascondimento continuo. I Visitors si presentano immediatamente sulle città del mondo con le loro navicelle e prendono immediato contatto con i massimi capi di stato e, contemporaneamente, con la gente delle strada.

Morena Baccarin, Anna capo dei Visitors, esprime con il suo fare composto, la sua bellezza elegante una delle paure del nostro nuovo secolo. Chi si nasconde dietro quella maschera?

Perchè che sia ipocrita lo capisce anche il più stupido dei telespettatori, non c’è sorpresa in questo. Tutti sappiamo che succederà qualcosa di tremendo e guardiamo il telefilm con trepida attesa dell’arrivo di una situazione che ci faccia tremare di paura.

E la nuova maniera di INVADERCI…i Visitors vengono in pace, sempre…e Anna lo ripete fino alla nausea quasi a volere essere scoperta nella sua insistente eccessiva figura di pace.




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