Gli ginn

di Enrico

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Anche la civiltà islamica conosce i suoi esseri soprannaturali. Sono gli ginn o djinn, di cui parla diffusamente il Profeta Maometto nel Corano. Gli ginn sono elementali di fuoco creati da Dio per dimostrare la sua onnipotenza e si collocano tra gli angeli e gli uomini.

Si suddividono in due gruppi: i ghul o ifrit, che sono creature buone, e i silat, che sono esseri sottomessi al diavolo. Mentre con la magia bianca è possibile evocare i ghul e sfruttare a proprio vantaggio la loro forza e i loro poteri, è invece necessario proteggersi dalla malvagità dei silat.

Sembra che re Salomone usò un esercito di ghul per costruire il suo famoso tempio a Gerusalemme.

Il diritto islamico consente i rapporti tra uomini e gli ginn buoni e prevede la possibilità di unioni con essi. Oggi nel mondo islamico alcuni teologi stanno cercando di rivedere la loro figura. Infatti, anche se la loro esistenza non può essere messa in discussione, perché ciò equivarrebbe ad ammettere che il Corano è inesatto, alcuni hanno affermato che questi esseri non sono altro che “microbi”, altri invece che gli ginn non sono che “condottieri invincibili” o “capi carismatici”.

Molto probabilmente si tratta di un eredità del paganesimo pre-islamico, di un lascito della tradizione beduina. In Italia gli ginn sono conosciuti come “geni”. Cos’altro era infatti il genio della lampada di Aladino?




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