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	<title>Quarara - Quanto è Intelligente l&#039;Informazione in Rete? &#187; fantasy</title>
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	<description>Quanto è Intelligente Internet? Fino ad oggi solo Parole prive di significato, da domani anche Concetti. Quarara</description>
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		<title>L&#8217;Hobbit è qui</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Dec 2011 08:37:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Celtic</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Esce il 14 Dicembre 2012 l&#8217;ultimo film del Signore degli Anelli Con questo poster, e un trailer che mette davvero tanta curiosità, è stato annunciato oggi che il 14 Dicembre 2012, quindi tra quasi un anno, uscirà l&#8217;ultimo capitolo del Signore degli Anelli al cinema (che, cronologicamente, si pone però prima dei tre capitoli della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>Esce il 14 Dicembre 2012 l&#8217;ultimo film del Signore degli Anelli</h2>
<p><a href="http://www.quarara.com/blog/wp-content/uploads/2011/12/393582_10150418579101146_75735406145_8744406_2037676163_n.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-13817" src="http://www.quarara.com/blog/wp-content/uploads/2011/12/393582_10150418579101146_75735406145_8744406_2037676163_n-300x182.jpg" alt="" width="300" height="182" /></a>Con questo poster, e un trailer che mette davvero tanta curiosità, è stato annunciato oggi che il 14 Dicembre 2012, quindi tra quasi un anno, uscirà l&#8217;ultimo capitolo del Signore degli Anelli al cinema (che, cronologicamente, si pone però prima dei tre capitoli della saga). Nel trailer, molto succulento, vediamo Gandalf che si reca nella Contea a trovare un Bilbo Baggins molto più giovane di quello conosciuto nella trilogia, pronto ad affrontare nuove avventure. Anche questo capitolo è diretto da Peter Jackson, e se il trailer rispecchia l&#8217;andamento del film, ci sarà da aspettarsi anche di meglio rispetto ai suoi predecessori!</p>
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		<title>Non a sinistra per favore parte 2</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Oct 2011 06:18:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Warlandia.it</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Enrico Di Giacomo Osvaldo e Spartaco faticarono un po&#8217; a tirarmi sulla barrozza. Erano invalidi di guerra e non erano andati dietro agli zingari. Mi portarono di corsa al casale e andarono poi a Narni dal dottor Polimanti. Io non mi ricordo niente di quei momenti, perché mi hanno detto che deliravo e avevo la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>Enrico Di Giacomo</h2>
<p><a href="http://www.quarara.com/blog/wp-content/uploads/2011/10/non-a-sinistra.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-13245" title="non-a-sinistra" src="http://www.quarara.com/blog/wp-content/uploads/2011/10/non-a-sinistra.jpg" alt="non a sinistra per favore" width="610" height="320" /></a>Osvaldo e Spartaco faticarono un po&#8217; a tirarmi sulla barrozza. Erano invalidi di guerra e non erano andati dietro agli zingari. Mi portarono di corsa al casale e andarono poi a Narni dal dottor Polimanti.<br />
Io non mi ricordo niente di quei momenti, perché mi hanno detto che deliravo e avevo la testa gonfia come un pallone.</p>
<p>Ripresi conoscenza dopo due giorni. Quando aprii gli occhi trovai mia madre e mia nonna in fondo al letto. Ricordo che mia nonna mi fulminò con lo sguardo e non disse nulla. La pora mamma invece piangeva. La visita del medico era costata una salma di grano. Ero messo male: avevo un ginocchio macellato e una brutta piaga alla parte sinistra della testa. Il medico era convinto che me la fossi fatta cadendo, ma io sapevo bene quello che era successo veramente.<br />
Dicevo che non mi ricordavo niente, perché avevo paura di Arnoldo e della punizione di mio padre. La notte, però, sognavo il diavolo che avevo visto al castello e il marchese che bruciava la pottarella. Avevo il terrore di rivederlo, perché credevo che mi avrebbe riconosciuto.</p>
<p>Poi papà e i fratelli non tornavano. Li rivedemmo dopo quattro giorni. Naturalmente a mani vuote. Le urla di Anna e le bestemmie di Nardone si sentirono fino a Borgaria. Mi nascosi tutto sotto il lenzolo.<br />
Fuori, con rassegnazione, riprese la mietitura.<br />
Alla fine di luglio ricominciai a camminare. Il ginocchio non era guarito bene e rimasi zoppo. Da allora presero a chiamarmi u cerettu, lo zoppetto. La ferita alla tempia sinistra non si richiudeva. Buttava sempre come materia. Poi vennero gli incubi. Tutte le volte che nel sonno mi giravo a sinistra, cioè dalla parte della ferita, facevo dei sogni terrificanti. La piaga cominciava a pulsare ed era come se un peso enorme mi schiacciasse la testa. Non riuscivo a muovermi.<br />
Gli incubi erano tutti uguali ed erano così: mi ritrovavo fra i ruderi di Castel Buffone. Era notte. Era caldo. Camminavo all&#8217;interno di una grande stanza scoperchiata. All&#8217;improvviso sentivo un forte rombo d&#8217;acqua. Sembrava le Marmore. Il pavimento della sala sprofondava e mi trovavo tra le acque di una cascata che precipitava in uno sprofondo buio. Cadevo in una cisterna colma d&#8217;acqua stagnante puzzolente. L&#8217;incubo era così reale che potevo vedere il muschio e i mattoni sconnessi delle sue pareti. Non c&#8217;erano appigli per uscire e se ci provavo la forza dell&#8217;acqua mi ricacciava sotto. Non riuscivo a respirare. Poi appariva il diavolo rospo, che avevo visto nel castello, allungava la lingua fino alla piaga che avevo sulla tempia sinistra. Era come se un ferro rovente mi fosse messo sulla ferita. Mi svegliavo urlando.</p>
<p>A casa non sapevano che fare e il dottore sapeva solo dire che avevo sbattuto la testa e che ci voleva tempo. Poi un bel giorno si presentò al casale il marchese Arnoldo. Disse che aveva saputo del mio incidente e si interessò delle mie condizioni. Papa e mamma non poterono dirgli di no e Onofrio Arnoldo venne a trovarmi. Io cominciai a tremare. Avevo paura che mi avesse riconosciuto e che volesse uccidermi per quello che avevo visto. Il marchese era gentile e diede al povero papà una medicina per la piaga che mi era rimasta sulla testa. Non volevo che me la dessero, perché pensavo che fosse un veleno. Però fu tutto inutile, perché la povera mamma me la mise nella pasta. Pensavo di morire, invece stranamente la piaga cominciò a chiudersi e cominciai a riprendere i colori. Non capivo proprio che cercasse Arnoldo, finché un giorno al casale mi sorprese mentre ero da solo. Ricordo che vidi la morte negli occhi e sbiancai, perché non mi potevo nascondere. Arnoldo mi disse che non voleva fare del male a me e alla mia famiglia, perché io avevo ricevuto una grande grazia. Avevo il suo segno. Il segno di chi? Del diavolo? Disse altre cose che proprio non capivo. Poi arrivò mio padre e ci separò.</p>
<p>I miei erano preoccupati, perché il marchese era un senzadio e nessuno voleva che toccasse i bambini. Prima che mi facessi male veniva poco al casale e sempre per trattare col fattore, non coi poretti. Eppoi che voleva ? Era il padrone, ma era sempre una persona che era meglio non avere attorno casa.<br />
Alla fine i miei, insieme a mia nonna, decisero che era meglio per tutti allontanarmi dal paese. Sarei andato da una zia, che mi avrebbe anche dato un lavoro, anzi un&#8217;arte, perché zoppo com&#8217;ero nei campi era meglio che non ci entrassi più.<br />
Così lasciai Visciano. Partii di notte, in modo che nessuno mi vedesse. Sulla via Flaminia, all&#8217;altezza dell&#8217;osteria di Fausta, salii sul camion di un parente di mia madre, che mi portò a Borghetto. Li presi il treno. Andai da zia Ndolina a Orvieto. Dario, il marito di zia Ndolina, era barbiere e mi prese nella sua bottega.</p>
<p>Imparai il mestiere e dimenticai il marchese. Però gli incubi mi rimasero.<br />
Solo una volta ebbi paura anche se ero lontano da Visciano. Ricordo che un giorno d&#8217;autunno del 1956, in bottega mi si presentò un cliente strano. Era sera e stavo per chiudere, quando questo signore distinto entrò e si sedette. Era magro, di mezza età, aveva i capelli lunghi, i baffi e la mosca. Indossava un bel vestito grigio. Mi chiese di scorciargli i capelli fino all&#8217;altezza del collo. Li per lì volevo mandarlo via, ma poi presi la mantellina e le forbici. Rimase a lungo in silenzio, poi cominciò a parlarmi di Visciano. Cominciarono a tremarmi le mani. Raccontò che era venuto da molto lontano per visitare i ruderi di Castel Buffone. Mi chiese se ne sapevo qualcosa. Dissi di no. Lui allora cominciò a raccontarmi la storia del castello e una leggenda mai sentita prima. Mi disse che in passato Visciano era stato popolato da una setta di adoratori di antichi dei, che regnavano sulla terra prima del Diluvio di Noè. Erano dei dell&#8217;acqua molto vendicativi. I marchesi Arnoldo all&#8217;inizio avevano coperto la setta e gli avevano concesso il castello, poi, dopo una epidemia di peste, avevano abbandonato Castel Buffone, che era andato in rovina.<br />
Secondo la leggenda, in certe notti dell&#8217;anno ancora oggi i seguaci di quella religione si riunivano e offrivano bambini ai loro dei.</p>
<p>Mentre parlava, credo che se mi avessero accoltellato, non mi sarebbe uscita una goccia di sangue. L&#8217;uomo col vestito grigio mi disse anche che il vero nome del castello non era Castel Buffone, ma Castel Bufone, perché in latino bufo vuol dire rospo. Chiuse il discorso, dicendo che gli sembrava strano che non ne sapessi niente.<br />
Smisi di tagliargli i capelli. Lui si alzò, si tolse la mantellina e fece per pagarmi. Mi allontanai istintivamente e mossi la testa per dire di no. Si mise a ridere e se ne andò.<br />
I giorni seguenti non andai a bottega. Alla fine avevo capito quello che era successo quella notte maledetta. E avevo capito anche che quella gente, se voleva, sapeva dove trovarmi. Ero terrorizzato, ma anche inferocito, perché tutte le precauzioni che avevo preso per non farmi scoprire erano state inutili. Qualcuno a Visciano aveva parlato oppure sapevano sempre dove ero per via del marchio che mi era rimasto in testa? Gli incubi erano un richiamo?<br />
Alla fine mi feci coraggio e tornai alla bottega. Avevano avuto chissà quante occasioni per farmi del male e non lo avevano fatto.<br />
Una cosa la potevo ancora fare per difendermi: potevo cercare di non avere più gli incubi. In questo modo quel mostro non mi avrebbe più arrivato. E magari non mi avrebbero cercato più.<br />
Così per non girarmi a sinistra mentre dormivo, mi cucii un sasso dentro la spalla sinistra della camicia da notte. Non appena mi giravo da quella parte, sentivo il fastidio e allora cambiavo posizione. Con gli anni non mi servì più, perché presi l&#8217;abitudine di dormire solo sul lato destro o a panza all&#8217;aria o a panza sotto.</p>
<p>In questo modo sono sempre riuscito a non avere più di quegli incubi. Mi sono invecchiato, usando questo sistema. E quell&#8217;uomo non è più tornato.<br />
Poi mi è arrivata la toccatina e mi hanno portato qui.<br />
Ai vecchioni ci sono le suore indiane. Non lo so da dove vengono, però è sicuro che sanno poco l&#8217;italiano. E&#8217; un grosso guaio, perché dopo la paralisi parlo male e quelle non mi capiscono e ridono sempre.</p>
<p>Una poi è proprio una piaga. Non so se c&#8217;è o ci fa. Viene a tutte le ore a controllarmi, a sistemarmi il cuscino, a tirarmi le coperte. E mi gira sempre a sinistra. Non a sinistra, per favore! gli dico, ma la voce mi esce debole e impastata. Lei sorride e continua.</p>
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		<title>Non a sinistra per favore parte 1</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Oct 2011 06:17:50 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Enrico Di Giacomo E&#8217; il 10 maggio 1998. Finalmente anche da noi è arrivata la bella stagione. Le giornate si sono allungate e il sole è bello caldo. E&#8217; un mese e mezzo ormai che la Usle mi ha racchiuso ai vecchioni di Vigne, dalle monache indiane. Ho avuto una toccatina, o meglio, un ittus, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>Enrico Di Giacomo</h2>
<p><a href="http://www.quarara.com/blog/wp-content/uploads/2011/10/non-a-sinistra.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-13245" title="non-a-sinistra" src="http://www.quarara.com/blog/wp-content/uploads/2011/10/non-a-sinistra.jpg" alt="non a sinistra per favore" width="610" height="320" /></a>E&#8217; il 10 maggio 1998. Finalmente anche da noi è arrivata la bella stagione. Le giornate si sono allungate e il sole è bello caldo. E&#8217; un mese e mezzo ormai che la Usle mi ha racchiuso ai vecchioni di Vigne, dalle monache indiane. Ho avuto una toccatina, o meglio, un ittus, come dicono i medici e dato che non ho nessuno, il comune ha subito informato i servizi sociali e mi hanno portato qui.<br />
Non ci voglio stare. Non mi trattano male, però siccome sò vecchio, ho il diritto di morire al letto mio. Eppoi non mi va di stare così vicino a Visciano. Era dal 1935 che non mettevo più piede in quel posto maledetto. Praticamente da qualche mese dopo la sparizione della povera Costantina, la figlietta di Nardone il siciliano. L&#8217;orrore di quella storia ha segnato la mia vita.<br />
Vi racconto il fatto.</p>
<p>Mi chiamo Scoccione Fabio, però tutti mi hanno sempre chiamato Fabietto, perché sono piccoletto come il povero nonno Pasquale. Sono nato 79 anni fa a Visciano, vicino a Narni, da Alviero e Teresa Bussotti. Ero il più giovane di sette figli. Quattro maschi e tre femmine. Il povero papà stava per contadino nelle vigne del marchese Onofrio Arnoldo sotto Borgaria e teneva il casale di Cristomorto.<br />
Fin da piccoletto mi portavano a vangare sotto le tirate. Ci alzavamo all&#8217;alba e lavoravamo tra i filari fino al tramonto. Praticamente da scuro a scuro. Si faceva tutto a mano e la fatica era tanta, ma si mangiava e si aveva un tetto sulla testa.</p>
<p>Per quello che mi ricordo, i rapporti tra mio padre e il marchese erano i soliti a quei tempi: il padrone si prendeva la metà di tutto; noi però riuscivamo sempre a nascondere un po&#8217; di roba. La cosa che mi sembrava strana era che tutte le volte che il marchese veniva al casale, i miei genitori mi facevano nascondere nella stalla oppure mi dicevano di mettermi sotto le coperte e di dire che ero malato.</p>
<p>Solo anni dopo riuscii a capire il perché di quel comportamento. Si diceva che Arnoldo fosse un senzadio e quando morì circolò la voce che fosse stato sotterrato nelle cantine della sua villa, perché aveva lasciato scritto che non voleva andare al cimitero. Erano castronerie. La verità superava tutte le chiacchiere dei poretti.<br />
Per tutta la vita ho dovuto stare zitto. Ora non ce la faccio proprio più.<br />
Il 21 giugno 1935 faceva caldo. Tutti mietevano il grano e la trebbia passava di casale in casale. La sirena della fine del lavoro si sentiva sempre più vicina. Mio padre comandava tutti a bacchetta e aveva chiamato anche i vicini per farsi aiutare. Ricordo che mia madre e le mie sorelle spignattavano tutto il giorno per preparare i sette bocconcelli del pranzo dei trebbiatori.<br />
Ormai era l&#8217;ora di pranzo e non vedevamo l&#8217;ora di metterci sotto le piante. Di sicuro la pora mamma e le sorelle avevano già messo le pile e i fiaschi nei cesti e steso le tovaglie per terra.</p>
<p>All&#8217;improvviso si sentirono delle urla, che fecero rabbrividire tutti. Era Anna del poro Ugenio, la moglie di Nardone, che era venuto militare dalla Sicilia e non se n&#8217;era più andato. Come un&#8217;onda la notizia che era successa una disgrazia al casale si diffuse tra i trebbiatori. Ricordo che mio fratello Antonio lasciò a metà lo stornello che stava cantando e corse verso casa con la falce in pugno. Tutti i trebbiatori, lasciati gregne e mannelli, senza esitazione corremmo al casale con le falci, come per combattere contro qualche pericolo.<br />
Anna era in mezzo all&#8217;ara e piangeva disperatamente. Nardone era vicino a lei e urlava a tutti di andare ad aiutarlo. Io mi infilai in mezzo alla folla che si stava raccogliendo. Nardone diceva che era sparita Costantina, la figlioletta nata a gennaio. La moglie l&#8217;aveva portata al casale, perché non aveva nessuno che gliela potesse guardare, e l&#8217;aveva messa in un angolo dell&#8217;ara, sotto un ombrello per ripararla dal sole. Ogni tanto usciva dalla cucina per guardarla. Aveva notato che l&#8217;ombrello era stato spostato, ma aveva pensato che il vento l&#8217;avesse fatto girare. A menzugiorno era andata a dargli il latte e aveva scoperto che non c&#8217;era più. Chi l&#8217;aveva presa?</p>
<p>Si formarono subito dei gruppi per cercarla. Andarono in tutte le direzioni, ma senza risultato. Chi aveva preso la bambina era stato molto svelto. Nel pomeriggio Domenico di Poeta disse che potevano averla presa gli zingari, che giravano di casale in casale con la fisarmonica e la scimmia. Il poro Giggi di Nenetta disse che sapeva che andavano a Vitorchiano. Allora gli uomini si misero tutti in cammino per inseguirli. L&#8217;ara rimase deserta, la mietitura sospesa. Il povero papà mi fece rimanere al casale con mia madre e le mie sorelle. Mia madre mi disse di governare le bestie e di non allontanarmi per nessun motivo. Però io disobbedii.</p>
<p>Quella notte io e altri due bardasci, Pasquale del casale del Bersaglio e Vittore de Zagaione, decidemmo di andare a cercare Costantina. A notte fonda scappammo dai casali e prendemmo la strada che porta alla chiesa di santa Pudenziana. Il campanile antico era illuminato dalla luna piena. Il resto della chiesa, invece, rimaneva nell&#8217;oscurità sotto le querce. Andammo oltre la chiesa e poi superammo il lavatore, dove mia madre e le mie sorelle andavano una volta alla settimana a lavare la biancheria di casa. Conoscevo bene la strada, perché da bambino le accompagnavo sempre. Dalla fontana partiva uno stradello che andava al vecchio Castel Buffone. I miei genitori non volevano che andassimo lì, perché dicevano che ci abitavano le streghe. Noi invece credevamo che chi avesse preso Costantina avrebbe trovato un ottimo rifugio tra le rovine. Eppoi l&#8217;assenza dei nostri padri ci faceva sentire liberi.<br />
La strada era abbandonata e nessuno la percorreva volentieri anche di giorno. Ricordo ancora l&#8217;effetto che mi fece la vista dei muri coperti di piante. La luna dava al castello un aspetto proprio pauroso. A un tratto, si sentì una specie di brontolio. Ci nascondemmo dietro una quercia paralizzati dalla paura. Mi battevano i denti e dovetti mettermi una mano sulla bocca, in modo che non si sentisse alcun rumore. Dopo qualche munito si videro quattro figure nere uscire dal bosco e andare verso i ruderi. A quella vista gli altri bardasci se la diedero a gambe. Io ero paralizzato dal terrore e rimasi dov&#8217;ero. Ma a paura si trasformò in curiosità quando riconobbi quelle persone: erano il marchese Onofrio Arnoldo, Giulia e Chiara le marchicianette del casale della Rota e Cinzia la levatrice. Le donne camminavano dietro al marchese e guardavano per terra. Arnoldo cantava una specie di cantilena.</p>
<p>Il gruppetto sparì tra i ruderi. Li seguii in una grande sala e mi misi dietro una cerqua. Arnoldo era inginocchiato davanti a un altare. La luna gli illuminava il volto. Ricordo che era come in estasi: gli occhi spalancati, la bocca che borbottava una preghiera sconosciuta, la barba e il panzone come scossi da un tremore. Le marchicianette era in ginocchio dietro di lui. A un suo cenno si misero a fare il girotondo intorno all&#8217;altare. Mi avvicinai e arrivai a una ventina di metri dalla scena. La levatrice teneva in mano un fagotto bianco. Sembrava la copertina di Costantina. A un certo punto Arnoldo si alzò in piedi e si avvicinò a una spaccatura nel pavimento. C&#8217;era come una grotte e con una macchinetta accese un fascetto di paglia e lo buttò giù. All&#8217;improvviso la spaccatura si riempì di fuoco, come se fosse stata piena di petrolio. Il marchese tornò a inginocchiarsi. Fu allora che il sangue mi si gelò, perché sull&#8217;altare era apparsa una figura orribile. Il diavolo in persona. Si, proprio il diavolo. Una specie di rospo con tre corna sulla testa, enorme, puzzava di pesce, era schifoso. La barba di Arnoldo si bagnò di bava, gli occhi gli si spalancarono così tanto, che sembravano senza palpebre. Le marchicianette andarono a nascondersi dietro la levatrice. Arnoldo fece un cenno alla donna. La vecchia si alzò e gli diede il fagotto. Il marchese tolse la coperta e tirò fuori la bambina. Costantina! Dormiva, era come una bambola. Un attimo dopo la buttò nel fuoco della spaccatura.</p>
<p>Fu allora che non capii più niente e scappai. Credo che correndo smossi qualche pietra e mi feci scoprire, perché dopo qualche metro qualcosa mi colpì con forza alla tempia sinistra. Sentii un dolore fortissimo, come se qualcosa di caldissimo mi avesse schiacciato la testa tra l&#8217;incudine e il martello. Scappai in mezzo agli alberi, senza capire più niente. A un certo punto arrivai a una scarpata, persi l&#8217;equilibrio e caddi di sotto.<br />
Mi ritrovarono la mattina dopo i miei amichetti, mandati a cercarmi da mia madre, quando si era accorta che non avevo governato le vacche. Mi ritrovarono vicino al lavatore di Santa Pudenziana. Avevo una brutta ferita alla tempia e un ginocchio gonfio.</p>
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		<title>Nuova espansione per World of Warcraft</title>
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		<pubDate>Sat, 22 Oct 2011 09:32:18 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Mists of Pandaria uscirà prossimamente Appena conclusosi il Blizzcon 2011, in cui la Blizzard annuncia sempre le nuove espansioni o i nuovi giochi in uscita, è stata annunciata la nuova espansione per World of Warcraft: Mists of Pandaria. Annunciata una nuova razza: i Pandaren, che potranno essere usati sia dall&#8217;Alleanza che dall&#8217;Orda; una nuova classe, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>Mists of Pandaria uscirà prossimamente</h2>
<p><a href="http://www.quarara.com/blog/wp-content/uploads/2011/10/mists-of-pandaria-large.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-13194" src="http://www.quarara.com/blog/wp-content/uploads/2011/10/mists-of-pandaria-large-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Appena conclusosi il Blizzcon 2011, in cui la Blizzard annuncia sempre le nuove espansioni o i nuovi giochi in uscita, è stata annunciata la nuova espansione per World of Warcraft: Mists of Pandaria. Annunciata una nuova razza: i Pandaren, che potranno essere usati sia dall&#8217;Alleanza che dall&#8217;Orda; una nuova classe, i Monaci, e un nuovo level cap: il 90! Ci sarà un nuovo continente, Pandaria, nuove istance, nuovi dungeons, e un nuovo sistema di sistemazione di talenti. Si preannuncia un&#8217;espansione davvero interessante, specialmente per gli amanti delle terre d&#8217;oriente, paesi a cui si è ispirata la Blizzard per la realizzazione di Pandaria.</p>
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		<title>World of Warcraft: La notte del drago</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Sep 2011 06:45:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Celtic</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Recensione del libro Mai un libro della saga di Warcraft si era rivelato noioso o inutile. Ma, purtroppo, c&#8217;è sempre una prima volta. Knaak sembra ossessionato dalla presenza dei draghi nel mondo di Warcraft, tanto da dedicare un libro intero a una minaccia che ha le vesti di un drago nero, combattuto principalmente dal drago [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>Recensione del libro</h2>
<p><a href="http://www.quarara.com/blog/wp-content/uploads/2011/09/image_gallery1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-13088" src="http://www.quarara.com/blog/wp-content/uploads/2011/09/image_gallery1-193x300.jpg" alt="" width="193" height="300" /></a>Mai un libro della saga di Warcraft si era rivelato noioso o inutile. Ma, purtroppo, c&#8217;è sempre una prima volta. Knaak sembra ossessionato dalla presenza dei draghi nel mondo di Warcraft, tanto da dedicare un libro intero a una minaccia che ha le vesti di un drago nero, combattuto principalmente dal drago rosso Korialstrasz. Il tutto, però, avviene in maniera troppo lenta, troppo ridondante e decisamente noiosa, con numerosissimi personaggi secondari di cui a volte non ci si ricorda nemmeno il nome, e con eccessive battaglie descritte fin nel minimo movimento. Davvero pessimo. Le vicende si pongono prima del ritorno di Deathwing, che fa una breve comparsata, ponendo quindi il libro molto avanti rispetto agli ultimi pubblicati dalla collana. Altra scelta decisamente negativa. Insomma, per i fan della saga un libro da avere, leggere e dimenticare.</p>
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		<title>World of Warcraft: Oltre il Portale Oscuro</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Sep 2011 07:11:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Celtic</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Recensione del libro  Quando un&#8217;aggiunta rende bene, lo si sente fin da subito. Questo è il caso esemplare: nella scrittura di questo nuovo romanzo, che tratta le vicende dell&#8217;espansione di Warcraft 2, alla Golden si è affiancato Aaron Rosenberg, fornendo al libro la possibilità di schizzare in alto qualitativamente. Descrizioni dettagliate, una miglior resa dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>Recensione del libro</h2>
<p><a href="http://www.quarara.com/blog/wp-content/uploads/2011/09/image_gallery.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-13016" src="http://www.quarara.com/blog/wp-content/uploads/2011/09/image_gallery-193x300.jpg" alt="" width="193" height="300" /></a> Quando un&#8217;aggiunta rende bene, lo si sente fin da subito. Questo è il caso esemplare: nella scrittura di questo nuovo romanzo, che tratta le vicende dell&#8217;espansione di Warcraft 2, alla Golden si è affiancato Aaron Rosenberg, fornendo al libro la possibilità di schizzare in alto qualitativamente. Descrizioni dettagliate, una miglior resa dei sentimenti dei protagonisti e delle storie che li interessano, fanno sì che il lettore si appassioni fin da subito alla storia.<br />
Qui vediamo come gli eroi dell&#8217;alleanza, capitanati da Turalyon, con l&#8217;aiuto di Alleria e Khadgar, mago del Kirin Tor, per far sì che l&#8217;orda non possa più tornare su Azeroth si dovrà recare su Draenor, e in seguito a un incantesimo complicatissimo, cercare di distruggere il Portale Oscuro che vi si trova. Molte le storie parallele, d&#8217;amore, odio e ricerca di potere, bellissime le descrizioni dei paesaggi delle Outlands e di tutte le battaglie che hanno luogo tra Azeroth e Draenor. In più, per chi è curioso di ricordare ciò che avviene prima di Warcraft 3, un capitolo da non perdere, a nessun costo.</p>
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		<title>Percy Jackson a ottobre arriva La battaglia del labirinto</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Sep 2011 12:35:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Warlandia.it</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La battaglia del labirinto sarà il quarto volume della saga intitolata Percy Jackson e gli dei dell’Olimpo e sarà pubblicato in Italia a ottobre prossimo. L’editore sarà sempre Mondadori e avrà una propria copertina italiana che al momento non è resa nota. Grover, l’amico fedele di Percy, ha le ore contate perché deve ritrovare il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.quarara.com/blog/wp-content/uploads/2011/09/the_battle_of_the_labyrinth.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-12953" title="the_battle_of_the_labyrinth" src="http://www.quarara.com/blog/wp-content/uploads/2011/09/the_battle_of_the_labyrinth.jpg" alt="la battaglia del labirinto Percy Jackson 4" width="610" height="320" /></a>La battaglia del labirinto sarà il quarto volume della saga intitolata Percy Jackson e gli dei dell’Olimpo e sarà pubblicato in Italia a ottobre prossimo.</p>
<p>L’editore sarà sempre Mondadori e avrà una propria copertina italiana che al momento non è resa nota.</p>
<p>Grover, l’amico fedele di Percy, ha le ore contate perché deve ritrovare il dio PAN in una sola settimana pena la perdita del suo ruolo di cercatore.</p>
<p>Pare che PAN si nasconda nel Labirinto di Dedalo, trasferito da Creta al sottosuolo nordamericano, come già accaduto al Monte Olimpo e all’Ade.<br />
Pare che anche Luke si sia introdotto nel Labirinto convinto di potere trovare una via d’accesso alternativa al Campo Mezzosangue.</p>
<p>Ancora una volta insieme ad Annabeth, Tyson e Grover il simpatico Percy partirà per una nuova avventura piena di colpi di scena.</p>
<p>Presto la recensione del libro sul nostro sito. Restate sintonizzati!</p>
<p>Vedi altri articoli simili su <a href="http://www.warlandia.it/asp/articoli.asp?action=mostra&amp;id=910">http://www.warlandia.it/asp/articoli.asp?action=mostra&amp;id=910</a></p>
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		<title>Harry Potter torna</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Jul 2011 16:00:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Celtic</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Rowling ha annunciato che scriverà un 8°, 9° e 10° libro della saga In un&#8217;intervista per una televisione americana, la Rowling, autrice della famosissima saga di Harry Potter, ha annunciato che scriverà 3 nuovi capitoli della saga, allungandola così con un 8°, 9° e 10° libro. Il tutto non è sicuro al 100%, ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>La Rowling ha annunciato che scriverà un 8°, 9° e 10° libro della saga</h2>
<p><a href="http://www.quarara.com/blog/wp-content/uploads/2011/07/284732_251720438173897_230650616947546_1128914_7466533_n.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-12705" src="http://www.quarara.com/blog/wp-content/uploads/2011/07/284732_251720438173897_230650616947546_1128914_7466533_n-213x300.jpg" alt="" width="213" height="300" /></a>In un&#8217;intervista per una televisione americana, la Rowling, autrice della famosissima saga di Harry Potter, ha annunciato che scriverà 3 nuovi capitoli della saga, allungandola così con un 8°, 9° e 10° libro. Il tutto non è sicuro al 100%, ma l&#8217;autrice ha confermato che potrebbe &#8220;sicuramente scriverli&#8221;, questo non lascia quindi dubbio sull&#8217;eventualità che avvenga. L&#8217;intervista, rilasciata ad Edinburgo per Oprah Winfrey, famosissima presentatrice americana, sta già facendo il giro del mondo, esaltando i milioni di fans che pensavano di aver dato addio, con l&#8217;uscita in sala dell&#8217;ultimo film, alle storie avvincenti e appassionanti che li hanno portati ad Hogwarts per più di 10 anni. Staremo quindi a vedere se tutto ciò sia vero, e se lo è, su cosa e chi si incentrerà la vicenda.</p>
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